Un incontro indimenticabile con Mamadou Kouassi al plesso Mazzini

Giovedì 20 marzo le classi 3^B e 3^C del plesso Mazzini incontrano Mamadou Kouassi, ispiratore del film Io Capitano, diretto da Matteo Garrone.

Un incontro indimenticabile con Mamadou Kouassi al plesso Mazzini

Giovedì 20 marzo, le classi 3^B e 3^C del plesso Mazzini dell’IC Capol DD di San Nicola la Strada hanno vissuto un’esperienza unica. L’aula si è riempita di un’energia speciale grazie all’arrivo di Mamadou Kouassi, ispiratore del film Io Capitano, diretto da Matteo Garrone.

Il film, vincitore del Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia e del Premio per la miglior regia agli European Film Awards, ha conquistato pubblico e critica in tutto il mondo, fino a ottenere la candidatura agli Oscar 2024 come Miglior film internazionale.

Dopo aver visto il film, i ragazzi hanno potuto ascoltare dalla viva voce di Mamadou Kouassi la sua storia: un viaggio lungo e difficile, segnato da ostacoli e dolore, ma anche da speranza e determinazione. Le sue parole, semplici e intense, hanno toccato profondamente i presenti, aprendo gli occhi su una realtà spesso lontana ma che oggi, grazie a lui, è apparsa più vicina e umana.

Accanto a lui, anche Mamadou Diaby, anch’egli originario della Costa d’Avorio, che ha raccontato la sua lunga odissea per raggiungere l’Italia. Dopo aver peregrinato per diverse città italiane, ha finalmente trovato stabilità a Caserta, dove ha potuto ricongiungersi con la moglie e il figlio, dopo ben 17 anni di lontananza.

Entrambi hanno vissuto a Rosarno, dove si sono incontrati lavorando come braccianti agricoli in condizioni difficili, vittime del caporalato. Grazie al progetto SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), hanno potuto lasciare quella realtà di sfruttamento e costruirsi una nuova vita.

L’incontro è stato arricchito dalla presenza di Maria Rita Cardillo e Rosa Lovatto, attiviste del Centro per migranti e rifugiati di Caserta, che hanno illustrato le attività e i servizi offerti dal centro: dallo sportello legale e fiscale, all’accompagnamento sanitario, al piedibus scolastico, fino all’insegnamento della lingua italiana, supporto scolastico, corsi di formazione e orientamento al lavoro. Le attiviste hanno sottolineato l’importanza di creare percorsi di vera integrazione, restituendo dignità e diritti a chi troppo spesso vive ai margini della società.

Le emozioni non sono mancate: tra sguardi attenti e silenzi carichi di significato, i ragazzi hanno colto il valore della testimonianza diretta, capendo come la forza di volontà e il sostegno di una comunità solidale possano trasformare anche le esperienze più difficili in un messaggio di speranza e cambiamento.

Un’esperienza che resterà nel cuore di tutti, come monito a non voltarsi mai dall’altra parte e a credere nell’importanza dell’accoglienza, della giustizia sociale e della solidarietà.

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